Biografia

Salvatore Chiarella è un pittore, nasce a Catanzaro nel 1950, e al termine delle Scuole Superiori si trasferisce a Milano per intraprendere gli studi artistici presso la Scuola Superiore d’arte del Castello Sforzesco. Il suo amore per la pittura ed il disegno incominciò precocemente: i primi quadri firmati e incorniciati sono datati 1960. In effetti è nato pittore, dall’infanzia sino agli anni 70 la passione per l’arte lo porta a lavorare intensamente da autodidatta. Partecipa a diversi concorsi di pittura estemporanea e mostre collettive; nel 1977 partecipa al Concorso internazionale “San Francesco d’oro” qualificandosi tra i 50 pittori migliori e nello stesso anno viene pubblicata una sua opera nel volume d’arte la “Bitta”. Ad un certo momento fece la scelta di non partecipare più a concorsi o mostre; per il suo spirito libero e carattere schivo, non volle legarsi ad alcun movimento artistico vigente in quegli anni a Milano e, ancor più non volle appoggiarsi mai a galleristi o mercanti d’arte. Ha sempre voluto dipingere quello che a lui da emozione senza essere condizionato dal mercato. Non c’è mai in lui l’ombra del calcolo, la cosiddetta astuzia professionale, il cosiddetto “mestiere” che corrompe l’istintività e frena gli ardori

Per questo motivo e, per avere autonomia economica ha scelto di lavorare presso Aziende Private e Multinazionali con funzioni direttive sfruttando il diploma di Scuola superiore in suo possesso. Nonostante il gravoso impegno lavorativo, non trascurò mai la sua principale passione, continuando a dipingere e guardare con curiosità ed apprezzamento le correnti artistiche d’oltreoceano principalmente la Pop Art da Andy Warhol, Robert Rauschenbergh a Mimmo Rotella (suo concittadino trapiantato in America). Anche gli Impressionisti francesi per un certo periodo lo affascinarono, influenzando il suo stile pittorico: maggiormente il divisionismo, infatti, più volte divertendosi omaggiò Cezanne, Monet ed altri, copiando dei loro dipinti celebri cambiando il loro stile impressionistico con quello divisionista. Nell’ultimo decennio, a causa dell’attività lavorativa che lo portava spesso a viaggiare, fu costretto a rallentare la sua attività pittorica; inoltre, per sua convinzione credette di non avvertire più quella emozione che lui ha sempre cercato e sentito mentre era davanti al cavalletto

Raggiunta l’età della pensione cessa l’attività lavorativa; la passione per l’arte lo spinge a riprendere a dipingere con l’entusiasmo e, con tanta voglia di nuovo di emozionarsi e nello stesso tempo divertirsi, sperimentando tecniche pittoriche nuove, un po’ fuori dal suo stile. Dall’uso dei soli colori ad olio passa ai colori acrilici, pastelli, gessi e collage; dipinge alla sua maniera opere astratte, materiche e informali – trovando in questa nuova avventura la sua nuova rinascita artistica. Egli è un pittore squisitamente moderno, ma il suo mondo, la sua tematica, il gusto per il bello, lo stesso spirito delle sue opere ne fanno un “classico”.

 I suoi interessi artistici non hanno confini di tempo e di spazio, ecco perché non tralasciando il presente, raggiunge il meglio di sé quando si cala nel futuro. La pittura è una disciplina in continua evoluzione e Salvatore Chiarella come ci dimostra un’analisi critica di tutte le sue opere si evolve continuamente. Tuttavia non sono da sottovalutare le opere precedenti a questo periodo: nelle sue opere figurative o impressionistiche egli ha saputo trasfondervi certi valori che si fanno ammirare e apprezzare, innanzitutto i valori cromatici. Davanti al cavalletto egli è fortemente critico nei confronti di ciò che dipinge. Molto spesso se i dipinti non hanno raggiunto il massimo delle sue aspettative, preferisce distruggerli. Nella sua pittura l’obiettivo principale è l’emozione che essa emana, non il “cliente”; infatti, egli non si preoccupa mai della destinazione del quadro ma solo della sua riuscita. La sua pittura è una pittura “libera” aperta a tutte le soluzioni, libera da ogni schema, tutto nasce dalla sua fantasia.


Le Opere